26 settembre 2014

Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie. 2008

Non poteva esserci modo più bello per chiudere questo appassionante viaggio lungo quasi trent’anni. È l’annata più recente, ma nella sua gioventù riconosciamo tutti i tratti distintivi che ci conquistano nelle riuscite più emozionanti del Marroneto: le solite radici ed erbe medicinali “nebbiolesche”, il sottobosco, un tocco “antico” di incenso e poutpourri, il sottofondo marino. Ma soprattutto quel disegno solo in apparenza efebico, in cui si mimetizza una fibra ruggente, scolpita, filtrante di sapore ed espansione. 92

Tratto da una verticale di Paolo De Cristofaro su il Gambero Rosso dicembre 2013

26 settembre 2014

Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie. 2007

Non sarà probabilmente una vendemmia a lunghissima gittata, ma non mancano a Montalcino i 2007 vigorosi, fedeli alle sottozone di provenienza. Eccone un esempio puntuale: tratti selvatici e balsamici, gioco di mora e menta, tocchi cioccolatosi, stoffa fruttata generosa ma senza eccessi di maturità, è sangiovese di zona nord fino al midollo. Sono chiaroscuri coerenti e piacevoli, che accompagnano il sorso con ritmo continuo e progressivo, nonostante qualche impuntatura tannica. 89

Tratto da una verticale di Paolo De Cristofaro su il Gambero Rosso dicembre 2013

26 settembre 2014

Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie. 2006

Siamo tra i pochi a non essere così convinti della statura e delle prospettive di una vendemmia tanto celebrata a Montalcino. Il Madonna delle Grazie 2006 alimenta i nostri dubbi: il volume, l’intensità, lo scheletro sono quelli delle grandi annate, ma è netta la discrasia tra il profilo terziario del naso e la severità estrattiva della bocca. Sfumature più fresche e speziate fanno capolino con l’ossigenazione, ma sembra mancare qualcosa sul piano dell’energia e del sapore rispetto alle migliori riuscite. 88

Tratto da una verticale di Paolo De Cristofaro su il Gambero Rosso dicembre 2013